venerdì 15 agosto 2008

Il Gruppo Zed movimento teso a demistificare la storia ed il folklore



Isabella Tramontano (del 01/12/2006 @ 10:00:00, in ON)
Il disco ancora deve uscire e non ha ancora un titolo e una copertina, ma c’è ed è ricco. Il gruppo degli ZED – otto elementi, otto anni di vita ma con alle spalle il Collettivo Teatro Folk, movimento culturale nato nel 1974 – nella canzone Alba ha perseguito diverse finalità: non far dimenticare mai quelle che chiamano bombe intelligenti, non lasciare che la loro esistenza e utilizzo si cronicizzino nelle nostre teste a causa dei media. Non bisogna smettere di parlarne e, se è vero che la musica arriva a tutti, anche cantarle può servire.
La canzone è il pianto di una madre di Nassiriya per la morte del figlio. Una parte del canto è volutamente nel vernacolo napoletano, quello antico, per rendere l’idea della popolana. Le bombe intelligenti sono tali perché “sanno contare” e operano lì dove i numeri sono alti, e la povera gente è sempre in quantità maggiore della gente benestante. Questioni di statistica, non di pietismo. Ma la scelta linguistica è dovuta anche a ragioni musicali dato che è proprio della lingua napoletana la sonorità del lamento.
L’ arrangiamento si avvale della partecipazione della “banda” di un paese piccolissimo dell’entroterra salernitano. Ben presenti le contaminazioni strumentali che abitualmente caratterizzano il gruppo, come per esempio la convivenza di tammorra e chitarra elettrica.C’ è anche un video, con immagini date loro dalla giornalista Giuliana Sgrena e che si può vedere sul sito http://www.gruppozed.it/
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http://www.novamag.it/dblog/articolo.asp?articolo=153